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Un pò di gossip d'annata!

Ho trovato un altro articolo, che riporta l'ennesima versione sul fatto dell'orecchio tagliato. Qui si attribuisce la colpa a Gauguin.

Gossip d'annata: Paul Gauguin taglia l'orecchio a Vincent Van Gogh per una prostituta


Vincent-Van-Gogh-Autoritratto-con-capo-bendatoAltro che Gossip del Passato! Oggi andiamo indietro indietro indietro nel tempo per raccontare una nuova versione della mutilazione dell’orecchio di Vincent Van Gogh.
Secondo due storici tedeschi dell’università di Amburgo, Hans Kaufmann e Rita Wildegans, Vincent Van Gogh non si tagliò l’orecchio da solo ma fu l’artista francese Paul Gauguin a mutilarlo.
Tutto accadde la sera del 23 dicembre 1888, dopo una litigata furibonda per colpa di una prostituta di nome Rachel (alcuni dicono per questioni artistiche ma per una donna fa molto Gossip). Dopo l’incidente i due pittori avrebbero deciso di mettere tutto a tacere con una specie di patto del silenzio.
Troverete tutto nel libro L’orecchio di Van Gogh - Paul Gauguin e il patto del silenzio, di prossima pubblicazione. Oh, non ci sono più le liti di una volta!
(Nella foto il dipinto Autoritratto con l’orecchio bendato realizzato nel 1889)

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Il dipinto scomparso.

Vincent Van Gogh e il dipinto scomparso

Una volta vidi uno splendido dipinto, rappresentava un paesaggio di sera. Sulla destra, in lontananza, una fila di colline che sembravano blu nelle brume della sera. Al di sopra di quelle colline, lo splendore del tramonto, le nuvole grigie striate d'argento, d'oro e di porpora. Il paesaggio è una pianura coperta d'erba e d'erica, qua e là le cortecce bianche delle betulle con le foglie gialle perché è autunno. Attraverso il paesaggio scorre una strada che porta a un'alta montagna, molto, molto lontana e, sulla cima della montagna, una città su cui il sole al tramonto getta una luce di gloria. Sulla strada cammina un pellegrino, ha un bastone in mano. Egli sta camminando già da molto tempo ed è stanco. Incontra una donna, una figura in nero che fa pensare alle parole di San Paolo: "Anche se triste, tuttavia sempre lieta. Quest'angelo di Dio è stato messo lì per incoraggiare il pellegrino e per rispondere alle sue domande; e il pellegrino chiede: 'Questa strada è sempre in salita?'. E la risposta è : 'Sì, fino alla fine'. Il pellegrino chiede ancora: 'Il viaggio durerà tutto il giorno?'. E la risposta è: 'Da mattina fino a sera, amico mio '".
(Vincent Van Gogh, Lettere al fratello)

Partendo da questo passaggio di una lettera di Van Gogh al fratello, ho cominciato a cercare in internet il dipinto a cui Van Gogh si riferisce. Attraverso una ricerca con citazione diretta del testo della lettera, sono arrivata su questa pagina di google books in cui si parla della lettera di Van Gogh e del quadro a cui farebbe riferimento.
Secondo l'autore del libro, il quadro di cui parla Van Gogh sarebbe: Dio mette fretta! Pellegrino sulla via di Canterbury, di George Henry Boughton. Non conosco il pittore, e non c'è verso che possiate rintracciare la foto di un quadro in internet con la sua traduzione italiana. Quindi sono andato a imparare qualcosa su Boughton nella pagina di Wikipedia che ne parla. Speravo di essere talmente fortunata da trovarci anche il quadro di cui parla Van Gogh, ed ero sicura di poterlo riconoscere perché la descrizione di Van Gogh è meglio di un disegno. Ma come dice un proverbio cinese: E' difficile trovare un gatto nero in una stanza buia. Soprattutto se il gatto non c'è.
Allora ho provato a tradurre il titolo del quadro in inglese associandolo al nome del pittore, e ho fatto una nuova ricerca. Stavolta ho avuto migliore fortuna, e ho trovato il quadro citato nel libro. Il quadro è questo:

Il titolo inglese del quadro è: Godspeed! Pilgrims setting out for Canterbury, conosciuto anche con il nome The pilgrim's progress. Ma c'è qualcosa che non va.
Come ho detto, la descrizione di Van Gogh era meglio di un disegno, e in questo quadro molte cose sono fuori posto. Tanto per cominciare la signora non è per niente vestita di nero, poi i pellegrini sono due, non uno. E dov'è "la città su cui il sole al tramonto getta una luce di gloria"?
Certo era possibile che Van Gogh ricordasse male il dipinto, e che l'avesse descritto al fratello con dei particolari sbagliati. Ma era un tale perfezionista, che ho pensato piuttosto che fosse sbagliata la traduzione italiana della lettera a lui attribuita. Quindi sono andata a leggermi la lettera in questione in lingua inglese, nel sito ufficiale del Van Gogh Museum, che conserva anche le lettere. La lettera potete trovarla qui.
Scrollando la pagina fino alla nota numero 12, e cliccandoci sopra per aprirla, ho scoperto che in effetti esistono seri dubbi che il dipinto a cui faccia riferimento Van Gogh sia effettivamente quello identificato dai critici d'arte. Non solo. Esiste un altro dipinto sui pellegrini per Canterbury attribuito a Boughton, e questo dipinto non è mai stato trovato. E credo che a modo suo sia straordinario che di un quadro scomparso resti comunque la recensione di un poeta della pittura come Van Gogh. Dico: non è un quadro proprio scomparso.

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Anche Van Gogh avrebbe amato l'IPad!

Ho trovato questo articolo su Melablog che parla di come il pittore David Hockney usa l'IPad e di come, secondo lui l'avrebbe amato pure Van Gogh

David Hockney, classe 1937, certo non è un novellino nei campi della pittura, della grafica, della fotografia. Come tutti gli altri utenti di iPad, invece, lo è in materia di utilizzo del nuovo dispositivo Apple. In un interessante colloquio con Bloomberg, l’artista inglese ha raccontato quali sono state le sue prime impressioni in compagnia di iPad.
Già su piattaforma iPhone non erano stati pochi gli artisti (o aspiranti tali) a cimentarsi con l’illustrazione. Il bello delle interfacce mobili per programmi di disegno è che sono al tempo stesso una tavolozza e una tela. Su iPad, grazie alla maggiore ampiezza dello schermo, questa doppia metafora può essere portate alle estreme conseguenze.
Un appunto, Hackney lo ha fatto subito, al design di iPad: “è difficile da trasportare”. Come ha risolto il problema della portabilità? Semplice: sostituendolo per intero al suo album di schizzi, che comunque portava sempre con sé, in un apposito borsello. Il borsello in questione risulta andare benissimo anche per iPad.
“Sono felice di possedere un iPad. Anche Van Gogh lo avrebbe amato. E, per giunta, ci avrebbe anche scritto le sue lettere!” […] Io ci disegno fiori tutti i giorni, per poi mandarli ai miei amici. Così, hanno fiori freschi tutti i giorni. E i miei fiori durano.”
La vera novità del nuovo “mezzo” consiste, secondo David, nel fatto che si è portati a disegnare con tutte le dita, di entrambe le mani, invece che con un solo dito, come su iPhone. In seconda istanza, l’altro elemento che più di ogni altro ha colpito l’artista è la luminosità intrinseca in ogni “lavoro” che vi esegue. “Sono come dei mosaici, o come delle vetrate”. La nostra ammirazione è alle stelle.

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Una nota golosa

Siccome io sono una golosona di dolci e mi è capitata sotto mano una foto di una torta ispirata a Van Gogh ho deciso di farvi fare un peccato di gola insieme a me :P








ne prenderei volentieri una fettina :P

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Assignment 3

Fino a 5 giorni fa o giù di li non sarei stata decisamente in grado di scrivere questo post perchè avevo la testa immersa nel magico mondo dell'anatomia umana. Possiamo tranquillamente dire che la mia vita era concentrata solo sul tentare di ricordare tutti i nomi dei circa 500 muscoli che tutti possediamo e, siccome la mia memoria più che di ferro si può dire essere fatta di carta papiracea, pensate la fatica che mi c'è voluta!
Ma come la fenice risorge dalle ceneri ( si voglio fare l'esagerata.. xD ) l'esame adesso è alle spalle e ho ricominciato a mettere il "capino" sia fuori casa che a giro per la rete. Il mio pc sentiva la mia mancanza :P
E' semplicemente stupendo accorgersi di come la tua vita e la tua rete di contatti telematica continua a girare nonostante la tua assenza.
Le pagine che occupano il primo posto nei miei BookMark si sono aggiornate nonostante io non fossi " passata a salutarle " , la bacheca di Facebook è piena di nuovi stati e nuove condivisioni come la TL di Twitter, Tumblr e Istagram sono pieni di foto dai 1000 colori..


A volte mi viene da pensare come sarebbe stata la mia vita senza i nuovi strumenti social che sono nati negli ultimi anni: Twitter, Facebook, il vecchio Netlog, l'ormai deceduto Myspace.. Tantissime persone non farebbero parte della mia vita, e forse non avrei quel pizzico di sicurezza in più per affrontare determinate situazioni. Si, c'è da pensare che non è facile decidere di mettere una tua foto, condividere i tuoi interessi e i tuoi pensieri con le persone che chiami "amiche" pubblicamente su una piattaforma a cui possono accedere miliardi di persone.
Non posso però sminuire la loro utilità, sia a livello di rapporti interpersonali sia dal punto di vista dell'informazione. Alcune notizie, come il Terremoto all'Aquila, o quello in Giappone sono apparse prima nella TL di Twitter che sulle notizie Ansa o nelle prime pagine di alcune testate come la Repubblica, la Nazione o Il Tirreno !!!
Pensando alla mia rete di contatti,bookmark, feed RSS come un grande orto da coltivare, posso dire che questi "Social Network" sono stati " il concime " per tenere vivo e ben in fiore il mio sistema di connessioni tra la rete di contatti virtuale e la rete di contatti sociale.
Oggi, infatti, tra noi giovincelli, un messaggio privato multiplo su Facebook, un Messaggio Privato su Twitter hanno sostituito i vecchi modi di organizzare uscite, feste, cene di classe, ritrovi e rimpatriate.

I tempi son cambiati, direbbe mio nonno, ma siamo cambiati noi prima di tutto. L'arrivo di internet penso abbia segnato soprattutto la nostra generazione, che stra crescendo totalmente in modo differente rispetto alle precendenti.
Se ci pensiamo bene oggi viviamo in una società dove tutto è digitalizzato, dai libri alle agende, alle consulenze mediche.. praticamente tutto!
Le vecchie agende piene di post it sono state sostituite da cellulari come l'Iphone ( di cui sono oramai dipendente ) oppure dai Tablet come l'I-pad.. Per non parlare dei libri, si sta perdendo anche il gusto di sfiorare le dita sulla carta!
Da un lato sono contenta di questa cosa perchè le vite si sono semplificate moltissimo, dall'altro un pò meno perchè sono un'amante della vita semplice, di scoprire le cose in prima persona e non tramite uno schermo, di parlare con un amico "vis-a-vis" non tramite una chat in cui ognuno di noi può fare la faccia che vuole, di vedere le cose in tre dimensioni dal vivo, non tramite un paio di occhialini che ci fanno sembrare tutti degli ebeti davanti lo schermo del cinema.

Non voglio passare per una che rifiuta la tecnologia, anzi io adoro smanettare al pc, scoprire nuovi programmi e provare gli ultimi brevetti arrivati sul mercato. Secondo me bisognerebbe trovare una giusta via nell'uso di queste tecnologie nella vita quotidiana. Si! Sono una sentimentalona, ( confesso che sono capace di piangere pure per un cartone animato della Disney alla tv ) mi piace viverle di prima persona le cose, prendere parte attiva a tutto!
A volte fa molto comodo nascondersi dietro uno schermo per inviare un messaggio che magari risulta troppo difficile da dire a parole, ma secondo me ci sono continui scogli da superare ogni giorno e non sempre Internet può venirci in aiuto.

Avere un PLE, Personal Learning Environment, secondo me ha fatto parte dell'essere umano fin dall'antichità, perchè ognuno di noi tende a sviluppare e coltivare le proprie conoscenze. Pure Van Gogh aveva un PLE molto saldo nel suo essere folle.
Il PLE, è l'abiente in cui tutti portiamo avanti la nostra esperienza di apprendimento, che sia scolastica o da autoditatta, in cui tutti viviamo, sviluppiamo, e arricchiamo il nostro orticello. 
Vincent Van Gogh infatti, si basava sull'aiuto del fratello Theo, il suo vettore di informazioni, il suo collegamento con la realtà esterna; il suo amico Gauguin, compagno di lunghe chiacchierate sulle tecniche pittoriche ; sua sorella Wil, cingolo che lo univa al grembo materno e alla famiglia.
3 punti saldi nel suo PLE erano componenti della sua famiglia, il 4 era costituito dai pennelli, dai colori, dalle tele che lo portavano direttamente in un altro mondo, in cui tutti i suoi pensieri sparivano.
Oggi i PLE sono totalmente diversi da una volta. Una parte è data dall'istruzione scolastica, continuativa e indirizzata su ciò a cui siamo più interessati, l'altra è a scelta degll'individuo stesso, in base alle esperienze a cui andiamo incontro ogni giorno.

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